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Ritmo Code
- Prodotto
- Firmware ESP32
- Interfaccia
- App Windows
- Open Source

Un piccolo schermo touch sulla scrivania che mostra quanto resta delle finestre di 5 ore e settimanale di Claude Code: nessun computer acceso, nessun cloud.
Ritmo Code: i limiti d’uso di Claude Code, su uno schermo da scrivania
Ritmo Code è un oggetto che abbiamo costruito per noi e che poi è diventato un progetto vero: un piccolo schermo touch da 3,5″ che sta sulla scrivania e mostra, in tempo reale, quanto resta delle finestre di 5 ore e settimanale dell’abbonamento Claude Code. Quando si azzerano, se il ritmo della settimana è sostenibile, se i modelli rispondono.
Il punto di partenza è un fastidio concreto: chi lavora con un assistente AI tutto il giorno non ha idea di quanta quota abbia consumato finché non si blocca, spesso nel momento peggiore. L’informazione esiste, ma è sepolta dentro un terminale. Portarla fuori dallo schermo del computer, su un oggetto che si guarda di sfuggita come un orologio, cambia il modo di organizzare la giornata: si capisce subito se conviene lanciare adesso quel lavoro lungo o aspettare il reset.
È lo stesso filo di Mini React Agent e LLM Eval Harness: costruire strumenti piccoli per capire davvero come funzionano i sistemi che usiamo ogni giorno.
Cosa si vede sullo schermo
L’interfaccia richiama il terminale di Claude Code ed è interamente touch: si scorre con il dito tra sette pagine, senza un solo tasto fisico.
- Home — ora, data, meteo e il riepilogo delle due finestre, più una riga con lo stato del computer collegato. Il dispositivo ci torna da solo dopo qualche minuto senza tocchi.
- Ora — percentuali, barre, conto alla rovescia fino al reset e il ritmo settimanale: quanto hai consumato rispetto a quanta settimana è passata, con la previsione di dove arriverai.
- Finestra 5h — l’andamento del consumo con la proiezione tratteggiata: dice se, di questo passo, la quota finisce prima del reset.
- Ritmo e Settimane — in quali ore del giorno si consuma davvero, e il picco di ciascuna delle ultime otto settimane.
- Modelli — una sonda reale a rotazione su Haiku, Sonnet, Opus e Fable, con esito e tempo di risposta, più gli incidenti dichiarati da Anthropic.
- PC — CPU, GPU, RAM, rete, dischi, temperature e consumi del computer collegato, con grafici che avanzano a ogni lettura.
Di notte, dopo trenta secondi senza tocchi, lo schermo diventa un orologio a tutto schermo in grigio caldo, tenue quanto basta per non illuminare la stanza. Un tocco e torna la dashboard.
Come funziona
Il dispositivo interroga direttamente l’API di Anthropic via Wi-Fi con una richiesta minima, ignora il corpo della risposta e legge i consumi dagli header, gli stessi che Claude Code usa per sapere quando fermarsi:
anthropic-ratelimit-unified-5h-utilization 0–1 (finestra 5 ore)
anthropic-ratelimit-unified-5h-reset epoch
anthropic-ratelimit-unified-7d-utilization 0–1 (finestra settimanale)
anthropic-ratelimit-unified-status allowed | allowed_warning | rejected
Tutto il resto sta a bordo: storico, grafici, avvisi e impostazioni vivono sul dispositivo, senza nessun servizio esterno. Il token di accesso è salvato cifrato e protetto da un PIN, e non lascia mai il dispositivo; il pannello web, raggiungibile dal browser sulla stessa rete, legge soltanto la memoria del dispositivo e non costa nemmeno una richiesta in più.
Sul lato hardware è un ESP32-S3 con display IPS 480×320 e touch capacitivo, firmware in C++ con LVGL, aggiornabile via Wi-Fi con un codice mostrato sullo schermo e ritorno automatico alla versione precedente se qualcosa va storto. Accanto c’è un’app per Windows, scritta con la sola libreria standard di Python, che manda al dispositivo le statistiche del computer restando dentro la rete di casa.
Il progetto di interfaccia
Su 480×320 pixel non c’è spazio per l’approssimazione: ogni riga tolta è una riga leggibile in più. L’ultima versione dell’interfaccia è stata ridisegnata su una griglia in sezione aurea: margini, colonne, altezze dei riquadri e distanze seguono φ e la scala di Fibonacci, con i riempimenti sempre simmetrici. Le due colonne della home si dividono sulla linea aurea dello schermo; l’orologio notturno si appoggia alle stesse linee.
Non è un esercizio di stile: è il modo più rapido per ottenere un insieme che “sta insieme” anche quando ogni pagina mostra dati diversi, e per prendere decisioni ripetibili invece di spostare elementi a occhio.
Come l’abbiamo costruito
Il firmware è nato come fork di un progetto open source della comunità, da cui arrivano la lettura degli header e la cifratura del token, ed è stato poi riscritto quasi per intero: interfaccia, pagine, pannello web, aggiornamento via Wi-Fi, gestione di più account e app per il PC. Si sviluppa con un simulatore che riproduce l’interfaccia nel browser: si provano schermate e casi limite in pochi secondi, senza aspettare una compilazione e un caricamento sul dispositivo. Le immagini di questa pagina arrivano proprio da lì.
Il codice è pubblico su GitHub: github.com/lucamar90/ritmo-code. Ci sono il firmware, il pannello web, il simulatore e l’app per Windows, con la documentazione in italiano e in inglese e i pacchetti pronti da scaricare.
È un progetto in continuo aggiornamento: lo usiamo tutti i giorni, quindi ogni versione nasce da qualcosa che mancava mentre lavoravamo. L’ultima, la 3.6, ha portato l’orologio notturno e il ridisegno dell’interfaccia sulla griglia aurea; le prossime sono già in lista. Chi vuole seguirlo, o partire da lì per il proprio dispositivo, trova tutto nel repository.
Una precisazione doverosa: Ritmo Code è un prototipo interno di ricerca e sviluppo, non un prodotto in vendita. Anthropic non consente l’uso delle credenziali degli abbonamenti in strumenti di terze parti, quindi il dispositivo resta uno strumento sperimentale, con questa avvertenza scritta nella sua documentazione.
Perché lo raccontiamo
Perché è il tipo di lavoro che facciamo anche per i clienti: prendere un dato che esiste già ma è scomodo da leggere e trasformarlo in qualcosa che si guarda in un secondo e su cui si decide. Cambia l’oggetto — un cruscotto, un’automazione, un’interfaccia interna, un piccolo dispositivo sulla scrivania — non il metodo.
Se avete un’idea di questo tipo, o un dato che vi serve avere sempre davanti, parliamone.
Risultati
- 7 pagine sul dispositivo
- 3,5" schermo touch, nessun tasto
- 100% in rete locale, nessun cloud
- 1 richiesta minima per aggiornamento
Il percorso continua
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