Indice dell’articolo12 sezioni
- 01Il confronto, criterio per criterio
- 02Quando conviene Shopify
- 03Quando conviene WooCommerce
- 04I criteri su cui quasi tutti decidono, e che contano poco
- 05Cosa costa davvero, al di là del canone
- 06Come si decide in mezz'ora
- 07Chi aprirà il pannello domani mattina, e quante volte a settimana?
- 08C'è qualcosa che il tuo modo di vendere richiede e che una piattaforma standard non fa?
- 09Chi si occuperà del sito fra un anno?
- 10Se sei già su una e stai pensando di passare all'altra
- 11Cosa portarsi a casa
- 12Domande frequenti
È la domanda che arriva per prima, e quasi sempre è posta male. Non esiste la piattaforma migliore in assoluto: esiste quella che regge meglio il modo in cui lavori, il catalogo che hai e le persone che dovranno usarla ogni giorno.
La differenza sta tutta in una riga. Shopify è un prodotto in affitto: paghi un canone e qualcun altro si occupa che funzioni. WooCommerce è un componente che aggiungi a un sito tuo: non paghi il canone, ma il funzionamento è affar tuo. Tutto il resto discende da qui.
Diciamolo subito, così sai da che parte arriva questo articolo: la maggior parte dei negozi che seguiamo oggi è su Shopify, e su WooCommerce abbiamo lavorato soprattutto su store già esistenti. Non è una preferenza ideologica, è il risultato di che tipo di clienti ci ha cercato. Le cose che seguono valgono anche per chi sceglie diversamente.
Il confronto, criterio per criterio
| Criterio | Shopify | WooCommerce |
|---|---|---|
| Costo iniziale | basso, si parte in giornata | variabile, dipende da tema e sviluppo |
| Costo ricorrente | canone mensile e app a pagamento | hosting, licenze, manutenzione |
| Chi tiene in piedi il sistema | la piattaforma | tu, o chi paghi perché lo faccia |
| Aggiornamenti e sicurezza | inclusi, invisibili | responsabilità tua, vanno pianificati |
| Tempo per andare online | giorni | settimane |
| Personalizzazione della vetrina | ampia, dentro i limiti del sistema | praticamente illimitata |
| Personalizzazione del checkout | limitata, salvo piani alti | totale |
| Catalogo molto grande o complesso | regge bene fino a una certa complessità di varianti | regge, ma va progettato e ottimizzato |
| Contenuti editoriali e SEO | buoni, con qualche vincolo di struttura URL | massima libertà |
| Multilingua e mercati esteri | integrato, con vincoli | libero, ma da costruire |
| Integrazione con gestionali | via app o sviluppo su API | diretta, se il gestionale ha un modo |
| Dipendenza dal fornitore | alta sulla piattaforma | alta su chi ti mantiene il sito |
Le due righe che decidono quasi sempre sono la terza e la quarta.
Quando conviene Shopify
Quando chi gestisce il negozio non è una persona tecnica. È il motivo più frequente e il più sottovalutato. Un pannello che non si rompe, aggiornamenti che non esistono come problema, e nessuna telefonata a mezzanotte perché il sito è offline.
Quando il negozio deve vendere adesso. Si va online in fretta e si lavora su prodotto e acquisizione invece che su infrastruttura.
Quando il volume conta più della forma. Se il grosso del lavoro è ordini, spedizioni, resi e magazzino, avere una piattaforma che quella parte la fa da sola vale il canone.
Quando nessuno, in azienda, ha il tempo di preoccuparsi di backup e aggiornamenti. Che è la condizione normale di quasi tutte le piccole imprese.
Quando conviene WooCommerce
Quando il sito è prima di tutto un sito, e il negozio è una parte. Un’azienda con molto contenuto, un blog che porta traffico, pagine istituzionali importanti e un catalogo piccolo sta meglio dove il contenuto è di casa.
Quando ti serve qualcosa che il sistema chiuso non fa. Un configuratore, un flusso di preventivo, prezzi diversi per tipo di cliente, un checkout con passaggi tuoi. Sono i casi in cui su una piattaforma chiusa ci si scontra con un limite e si finisce a pagare un piano superiore per aggirarlo.
Quando hai già un gestionale che parla con WordPress, o uno sviluppatore interno, o qualcuno che il sito lo mantiene comunque.
Quando la proprietà completa dello stack è un requisito, non una preferenza. Su WooCommerce hai tutto: file, database, regole.
I criteri su cui quasi tutti decidono, e che contano poco
“Shopify costa un canone, Woo è gratis.” WooCommerce è gratuito come software, non come sistema. Hosting adeguato, tema, plugin a pagamento, aggiornamenti, backup, interventi quando qualcosa si rompe: messi insieme fanno un costo ricorrente, con la differenza che è irregolare e arriva quando meno te lo aspetti, invece di essere una riga fissa ogni mese.
“WooCommerce è più lento.” Non è la piattaforma, è come è fatto il sito. Un negozio WooCommerce curato è veloce; uno con quaranta plugin e un tema pieno di funzioni inutili è lento. Vale anche al contrario: uno store Shopify con dieci app che caricano script su ogni pagina è lento uguale.
“Su Shopify non sei padrone di niente.” Sei padrone dei tuoi dati, del dominio e dei contenuti, e li puoi esportare. Quello che non possiedi è la piattaforma. La domanda giusta non è “di chi è”, ma “quanto mi costa andarmene se un giorno voglio”. Ed è una domanda che vale in entrambe le direzioni.
“Lo dice il mio sviluppatore.” Legittimo, ma chiedi il perché. Se la risposta è “perché lo conosco bene”, è comunque un buon motivo, purché sia detto.
Cosa costa davvero, al di là del canone
Il conto onesto si fa su tre voci, e nessuna delle due piattaforme ne è esente.
Il tempo delle persone. Quante ore al mese qualcuno passa a gestire il negozio, e quanto quel tempo costa. Una piattaforma più semplice da usare tutti i giorni può valere più di qualsiasi risparmio sul canone.
Le funzioni che ti mancheranno. Su Shopify si aggiungono con le app, che hanno un costo mensile ciascuna e che si sommano in fretta. Su WooCommerce si aggiungono con i plugin, che spesso hanno una licenza annuale, e ognuno è un pezzo in più da tenere aggiornato.
La manutenzione. Su Shopify è compresa. Su WooCommerce è un costo che esiste anche quando nessuno lo mette a preventivo, e quando non viene fatta si paga tutta insieme il giorno in cui il sito si buca o smette di funzionare dopo un aggiornamento.
Come si decide in mezz’ora
Se devi arrivare a una risposta oggi, rispondi a queste tre domande e nella maggior parte dei casi la scelta si fa da sola.
Chi aprirà il pannello domani mattina, e quante volte a settimana?
Se è una persona che non ha voglia né tempo di imparare un sistema, e ci entra ogni giorno per gestire ordini, la semplicità quotidiana vale più di qualsiasi altra considerazione. Se invece il negozio viene toccato una volta al mese da qualcuno che se la cava, il criterio pesa molto meno.
C’è qualcosa che il tuo modo di vendere richiede e che una piattaforma standard non fa?
Prezzi diversi per cliente, quantità minime, prodotti configurabili, un passaggio in più prima del pagamento. Se la risposta è sì e non è negoziabile, questa domanda da sola decide.
Chi si occuperà del sito fra un anno?
Se hai già un fornitore o una persona interna che mantiene il sito, la scelta può seguire le sue competenze. Se non ce l’hai e non hai intenzione di averlo, scegliere qualcosa che richiede manutenzione è una decisione che presenterà il conto.
Se le tre risposte tirano in direzioni diverse, vince quasi sempre la prima: il sistema lo usa una persona, tutti i giorni, e se quella persona lavora male il negozio vende meno a prescindere dalla tecnologia.
Se sei già su una e stai pensando di passare all’altra
La cosa più importante non è la piattaforma di arrivo: è come ci arrivi.
Una migrazione fatta senza portarsi dietro gli indirizzi delle pagine vecchie può costare più di quanto valga il cambio. Ne abbiamo scritto per esteso partendo da un caso reale in questo articolo sul traffico perso dopo un restyling: vale la pena leggerlo prima di decidere, perché il problema si previene facilmente e si ripara con fatica.
Cosa portarsi a casa
- Shopify è un servizio in affitto, WooCommerce un componente su un sito tuo. Da qui discende tutto il resto.
- Le due domande che decidono: chi gestirà il negozio ogni giorno, e chi lo terrà in piedi nel tempo.
- Il confronto sui costi va fatto su tre anni e includendo le persone, non sul canone del primo mese.
- La velocità non dipende dalla piattaforma ma da come è costruito il negozio.
- Se il sito è soprattutto contenuto con un piccolo catalogo, WooCommerce è a casa sua. Se il lavoro quotidiano è vendere e spedire, Shopify toglie problemi.
- Qualunque cosa scegli, la migrazione va progettata prima: è lì che si perdono i risultati guadagnati.
Domande frequenti
Posso iniziare su una e passare all’altra più avanti?
Quale delle due è migliore per la SEO?
Con quanti prodotti WooCommerce comincia a soffrire?
Le app di Shopify sono un costo nascosto?
E le altre piattaforme?
Se stai valutando su cosa costruire il tuo negozio, o se ne hai già uno e vuoi capire se conviene restare dove sei, ne parliamo volentieri: come lavoriamo lo trovi nelle pagine e-commerce, Shopify e WooCommerce.
Se vuoi che ne parliamo, scrivici.